Tolleranza 0

February 17th, 2010

Telefono Tuuuuuuuuut….
Tuuuuuuuuuuuuuuuuuuuut…
clak
“Gentile utente, la informiamo che il servizio clienti di “Una nota società di servizi telefonici” non può ricevere ulteriori telefonate al momento. La preghiamo di riprovare più tardi.”

Va bene, riproverò tra circa 5 secondi…
quattro
tre
ok non resisto

Tuuuuuuuuut….
Tuuuuuuuuuuuuuuuuuuuut…
clak
“Gentile utente, il servizio clienti di “Una nota società di servizi telefonici” la informa che la sua chiamata proviene da una zona interessata da un disservizio che le impedisce di telefonare….”

Innanzitutto anche solo registrare un messaggio del genere vuol dire avere del coraggio. Ma cara la mia “nota società di servizi telefonici” visto che evidentemente siamo capitati in un universo parallelo in cui l’impossibile diventa possibile allora magari anche la mia ADSL ha ripreso a funzionare per bene. Aspetta che metto giù e verifico…

Ecco, come volevasi dimostrare siete solo dei dementi per aver registrato un messaggio simile. Ma io e il mio motto “Tolleranza zero per le note società di servizi telefonici” non demordiamo ed effettuiamo la terza telefonata (in realtà è stata qualcosa come la sesta ma per motivi narrativi non vi tedio oltre).

Tuuut tuut
Bla bla bla per assistenza premere 1
“peep”
Bla bla bla assistenza ADSL premere 4
“peeeeeeeep”
“Gentile utente, il servizio clienti di “Una nota società di servizi telefonici” la informa che la sua chiamata proviene da una zona interessata da un disservizio che le impedisce di navigare in internet e che i nostri tecnici stanno già operando per sistemare tutto.”

Mia cara “nota società di servizi telefonici” per questa volta hai vinto la battaglia ma la guerra ma vincerò io.

Che ODIO!!!!

Passione, cammelli e sofferenza…

June 28th, 2009

…ed ecco che all’ultimo se ne ricordò. Aveva un sito! Non un sito qualunque ma un blog che aveva deciso di creare quando andava tanto di moda e che poi aveva dimenticato da qualche parte. Dove l’aveva messo? Che fine aveva fatto??

Dopo una corsa in soppalco per vedere se il suo sito fosse tra gli scatoloni non più aperti dal trasloco lo vide. Su uno scaffale, a prendere polvere.

Si avviconò con l’aria di chi a trovato un tesoro e vide lì la prima pagina proprio come l’aveva lasciata l’ultima volta qualche mese prima. Il tempo non era stato gentile con nessuno dei due. Uno perchè era coperto di polvere e l’altro di sudore.

Ad agosto fa caldo pensò mentre grondante si asciugava la fonte e prendeva tra le mani il sito per dargli una pulitina. In effetti era fine giugno ma la temperatura del soppalco era tale che una tribù di beduini con tanto di cammelli era a pochi metri di distanza a riposarsi dalla calura. “Non ci sono più le mezze stagioni” disse il beduino più piccolo a uno poco più in là. “Gia”, rispose l’altro, “con questo effetto serra poi le cose sono destinate ad andare sempre peggio”, “è tutta colpa delle polveri sottili” “vedrai che tra un po’ ci faranno circolare a cammelli alterni”… Concentrandosi a non ascoltare la conversazione dei beduini fatta di luoghi comuni decise di ripulire il sito.

Soffiò con forza sulla homepage e una nuvola di polvere si alzo. Non avendo previsto l’effetto collaterale di questo gesto e avendo respirato a pieni polmoni cominciò a tossire rumorosamente tanto che un cammello si alzò di scatto piuttosto spaventato. Mentre i beduini calmavano il gobbuto animale notò una cosa che non aveva visto prima: Il sito era rimasto così perchè nessuno a parte lui conosceva il modo di inserire delle nuove pagine o dei nuovi post. Il problema era che ora nemmeno lui se lo ricordava più…

Tutto questo per dire che qua in soppalco fa un caldo pazzesco e che ho fatto un casino per ritrovare la password e la pagina di login dell’amministratore. Mannaggia a me e a quando sono passato di qua ma si sa, l’informatica è passione e sofferenza e io per voler scrivere due cagate sto soffrendo un caldo incredibile. Il prossimo update lo farò dal portatile in frigorifero.

Once upon a time…

December 16th, 2008

C’era una volta, non tanto tempo fa e in un paese non proprio lontano lontano, un ragazzo.

Questo ragazzo come molti altri ragazzi della sua età si era trovato di fronte alla scelta di quale università scegliere. Il ragazzo aveva escluso tutte quelle che non avessero soddisfatto la sua curiosità scientifica e tutte quelle il cui nome cominciasse con “scienze di” o con una lettera tra la s e la z.

Dopo alcune giornate passate a meditare andò da suo padre e disse:
“Papà nella vita io voglio fare il parrucchiere!” e il padre lo menò.
Lo menò così forte e per così tanto tempo che alla fine quando gli chiese “Figliolo cosa hai detto?” lui rispose “Ho detto che volevo fare l’ingegnere” ed era già un anno fuori corso.

In realtà quella risposta al padre era stata data in uno stato semicomatoso ma per non deludere le aspettative dei familiari e un po’ anche perchè in fondo era stata la scelta giusta si impegnò al massimo per tutto il tempo che trascorse all’università tanto che conseguì il primo titolo di baby ingegnere.

Dopo aver conseguito il primo livello venne tentato dal desiderio di conoscenza e dal miraggio di una laurea specialistica a soli due anni di distanza e così benchè alcuni suoi amici dicessero “Io sono arrivato”, “Questa è la mia fermata”, “Scusi ma non passava per piazzale Mistrullo?” decise di stare sul bus dell’autoflagellazione e fece un’altro giro.

Dopo altri tre anni (il bus aveva forato e a cambiare una gomma ci avevano messo un po’ più del previsto) questo ragazzo si trovava di nuovo davanti alla conclusione di un ciclo di studi.

Arrivare a questo traguardo non era stato facile. Era dovuto approdare nelle lande sconsacrate della programmazione C++, aveva dovuto persuadere delle macchine ostili a fare ciò che lui desiderava, aveva assunto quantitativi di caffeina che lo avrebbero tenuto sveglio per i successivi 15 anni e si era scontrato più volte con il muro infrangibile della burocrazia che aveva imposto scadenze insensate e date di consegna ai limiti dell’umano.

Tutto sembrava essere stato superato ma come spesso accade nelle favole il Sistema Universitario non era d’accordo. Come poteva mettere per l’ultima volta i bastoni tra le ruote a questo ragazzo?
Trovato! Il Sistema avrebbe mandato delle persone a casa del suo relatore di modo che questo non avrebbe avuto il tempo di correggere la presentazione del ragazzo. Avrebbe mandato degli ospiti profumati, che, a differenza del pesce, dopo tre giorni te li vorresti tenere ancora in casa.

Il piano del Sistema era perfetto. Senza le correzioni il ragazzo avrebbe fatto una presentazione scadente e il Sistema avrebbe vinto.
Tuttavia, l’enorme forza d’animo del relatore gli aveva permesso di avvertire il ragazzo di questa minaccia. A circa dodici ore dalla presentazione il relatore si era messo in contatto con il ragazzo tramite una lettera scritta su elettroni e silicio che diceva pressappoco così:

“Amico mio, il Sistema mi ha trovato e non è sicuro per me parlarti adesso. Sappi che più avanti, tra circa tre ore e mezza riuscirò a restare solo e ti manderò delle informazioni che potrebbero migliorare la tua presentazione domani. Non ti preoccupare se mi hai mandato il materiale cinque giorni fa, ho ricevuto tutto ma sono stato sotto stretta sorveglianza fino ad ora. Abbi fede, ce la faremo”.

Dopo aver letto queste parole al ragazzo passò per la mente un unico pensiero: “Lo ammazzo” anzi no, “Domani mi laureo e poi lo ammazzo”

Io me e il saldatore…

May 16th, 2008

img_1002.JPGSerata solitara a casa mia.

I miei a cena da dei loro amici e mio fratello al cinema mi hanno permesso di dare vita a uno dei più grandi casini che si siano visti sul tavolo in sala negli ultimi tempi.

Con la televisione di sottofondo ho dissaldato un circuito da una millefori e l’ho rifatto meglio con uno stampato.
Non ho ancora la precisione di un bromografo ma dalla prima versione a questa sono passati anni luce.

A questo punto vi sfido a trovare Waldo nell’immagine qua sotto:

img_1006.JPG

Niente di più lontano da icaro

March 28th, 2008

Walkera 5#8 Fino a ieri non quasi guardavo nemmeno verso l’alto ma da quando l’ho ricevuto le cose sono cambiate.

Ho strisciato, saltato, rimbalzato ma alla fine ho volato!

Beh, non proprio io ma “lui” il Walkerino 5#8 che la mia adorata ragazza mi ha regalato per il compleanno.

Non che abbia fatto un volo proprio degno di questo nome ma stare a un metro da terra in un ambiente ostile (devo far sembrare la cosa molto difficile) è stato entusiasmante.

Oggetti urtati:
- Porta della camera
- Armadio
- Letto con conseguente caduta al suolo in perfetto stile pera cotta

Condizioni del gioiello:
Ottime, un’elica leggermente scheggiata e basta.

In conclusione: la seconda giornata di volo è andata nettamente meglio della prima e il walkerino vola che è una meraviglia. Nel weekend lo proverò in un ambiente chiuso e più spazioso di casa mia e poi magari all’aperto.

Alea iacta est

February 2nd, 2008

E’ successo.

Non so bene come ma visto che sto diventando  pomodoro_san_marzano.jpg e la situazione non mi piaceva ho deciso di colmic_forbici_colmic12579.jpg.

Non devo aggiungere altro.

Stavolta l’ho fatto veramente.

Broccoli!!

January 3rd, 2008

I broccoli conquisteranno il mondo grazie al loro QI.

Grazie Edo…